Check up energetico di base

METODO DEL BILANCIO ENERGETICO (ASPETTO DIAGNOSTICO)

Si tratta dell’utilizzo dell’aspetto diagnostico dell’Agopuntura energetica (branca della Medicina Tradizionale Cinese).
L’Agopuntura energetica cerca, mediante una diagnosi agopunturale dell’individuo, di ristabilire la sua “normalità”.
Questo è possibile in relazione:
a) alle lesioni tissutali già stabilitesi
b) alla sua condizione energetica globale.
Attraverso una diagnosi agopunturale si riesce a determinare quali e quanti siano gli squilibri energetici all’interno della circolazione energetica, in relazione ai sintomi proporzionalmente alla quantità energetica di cui detta circolazione è provvista.
L’energia, secondo la Medicina Tradizionale Cinese, circola in dei canali, chiamati “meridiani” aventi un organo od un viscere associato da cui prendono il nome (es. meridiano del polmone ) poiché lo attraversano inequivocabilmente.
Secondo la M.T.C., la malattia si manifesta solo quando, per un motivo qualsiasi, l’armonia della circolazione energetica viene interrotta e si determina un blocco all’interno della stessa; è questo blocco energetico che genera la possibilità che un agente aggressivo, sia interno che esterno, determini la malattia, non altrimenti possibile in un organismo sano.
Alla luce di questa visione della malattia, comune all’agopuntura, alla visione reichiana, ed a tutte le medicine olistiche, si ribalta completamente il fattore causale delle malattie che da virus, batteri, agenti tossici, etc. (considerati cause delle malattie nella medicina ufficiale) diventa l’alterata armonia nella circolazione energetica, mentre quelle che la medicina ufficiale definisce cause diventano concause occasionali, che non determinerebbero alcun problema se non esistesse il blocco all’interno della circolazione energetica.
Nell’antica Cina gli agopuntori avevano messo a punto una metodologia diagnostica chiamata “sfigmologia” ; in realtà, non potendo i medici cinesi visitare le donne, si inventarono questo stupefacente metodo di diagnosi; esso consiste nel ascoltare il polso radiale (per ascolto del polso radiale si intende la percezione tattile dello stesso) e, mediante le dita (quelle interessate sono: indice, medio ed anulare), percepire le variazioni della pressione esercitata dal sangue a livello dell’arteria radiale.
Poiché a quel livello sono rappresentati tutti i meridiani sia Yang (polsi superficiali), sia Jin ( polsi profondi ), è possibile comprendere se esistono squilibri nella circolazione energetica ed attraverso questi porre una diagnosi sia energetica che fisica del paziente.
La diagnosi dei polsi è sia di tipo quantitativo sia qualitativo.
Attualmente è possibile realizzarla mediante l’ausilio di uno strumento elettronico in grado di misurare il livello energetico dei meridiani, fornendo dati numerici riportabili su di un apposito diagramma.
Tali dati numerici sono riferiti alla misurazione delle microcorrenti attuata sui punti definiti nella Medicina Tradizionale Cinese “Punti sorgente”.
La lettura di tale schema rende visibile l’eventuale sbilancio energetico e relativi blocchi. Di particolare interesse preventivo è l’osservare che uno squilibrio energetico si presenta prima del danno fisico.

CHECK UP FUNZIONALE SEGMENTARIO

Viene effettuato mediante un’apparecchiatura in grado di realizzare una diagnosi funzionale per malattie croniche, focolai infiammatori, allergie/intolleranze, intossicazioni, prevenzione, monitoraggio.
La diagnosi viene eseguita esaminando la persona letteralmente “da capo a piedi”, per segmenti (7 aree).
Ne derivano indicazioni riguardanti il generale stato di salute. Laddove esistono disturbi funzionali, viene elaborato un dettagliato referto corredato da grafici, con l’indicazione dell’organo sofferente a monte della catena causale. Ciò permette la possibilità di attuare la prevenzione, in quanto tale metodo permette di diagnosticare le patologie ancora in fase preclinica, dando così la possibilità di approfondire la diagnosi con conseguente indicazione della terapia mirata. Vengono forniti fattori di valutazione, importanti al fine della interpretazione. Essi visualizzano le reazioni del corpo durante la misurazione, rendendo possibile un giudizio su capacità di regolazione, condizione energetica, reazione tissutale, localizzazione di focolai infiammatori e disturbi cronici. Dalle indicazioni diagnostiche dedotte vengono determinati sinteticamente la situazione di stress ed il fattore di vitalità. Quest’ultimo, evidenziando le riserve energetiche, permette di monitorare l’andamento terapeutico, proposto su metodiche non convenzionali.

TEST DEL BILANCIO VEGETATIVO & SINCRONISMO EMISFERICO

Viene realizzato attraverso l’utilizzo di un’apparecchiatura sperimentale per il biofeedback ed un software per la registrazione ed analisi dei dati psicofisiologici.
Non essendo destinato ad applicazioni di tipo strettamente medico-neurologico e diagnostico, permette il monitoraggio in tempo reale della resistenza elettrica cutanea (GRS), la frequenza elettrica cutanea (pletismografia), parametri direttamente indicatori dello stato funzionale (o disfunzionale) vegetativo, realizzando un’obiettiva valutazione dello stato somato – psico – dinamico del soggetto in esame,attraverso un programma chiamato Analisi della Variabilità della Frequenza Cardiaca (Heart Rate Variability, HRV), ricavando il bilanciamento dell’attività fra il Sistema Nervoso Simpatico e Parasimpatico.
Attraverso un sofisticato programma di analisi EEG, basato su una originale interpretazione dei dati EEG in chiave psicologica, è possibile effettuare una immediata valutazione dell’equilibrio tra i due emisferi (Coerenza o Sincronia Cerebrale), la misurazione del livello del Ritmo Alfa (il ritmo cerebrale del benessere).

TEST T

Si tratta dell’osservazione di una goccia di sangue in vivo ottenuta mediante micropuntura su polpastrello (procedura analoga al test glicemico), posta su vetrino riscaldato con soluzione fisiologica a 37°C in un ambiente a temperatura non inferiore a 25°C e non superiore a 30°C. (prima e seconda parte del test). Questo per mantenere le emazie in stato vitale.
Il metodo si avvale dell’utilizzo di un microscopio ottico in campo oscuro a 4/5000 ingrandimenti.
Non essendo comunque la soluzione fisiologica sufficiente alla vita come il siero, all’interno della cellula cominciano ad apparire delle strutture più piccole, più raggianti (da W. Reich definite bioni), fino a che la cellula a poco a poco si apre ed i bioni restano liberi nel mezzo.
Come questo processo accade è ciò che fornisce la diagnosi energetica, in quanto i bioni sono considerati portatori concentrati dell’energia cellulare.
Il Test T è una prova globale e funzionale del metabolismo energetico delle emazie.
Attraverso un’analisi particolareggiata di tutte le variabili da esso conseguenti si estrapola una diagnosi di terreno bioenergetico.
Dalla sua determinazione risulta la tendenza di reazione più probabile del biosistema in esame. Il suo utilizzo è prevalentemente di tipo diagnostico differenziale e, come ogni forma di diagnostica energetica strumentale, non viene usato in senso meccanicistico, ma come proiezione tendenziale del divenire di un biosistema.
Si tratta di uno strumento di aiuto in caso di dubbio diagnostico, necessario quando esistano sospetti di tendenze biopatiche.
Risulta utile come forma di valutazione dell’evoluzione di tutto un processo terapeutico che abbia come obiettivo il miglioramento del terreno bioenergetico.
Le variabili prese in considerazione sono:
– Età
– Sesso
– T-50% ( tempo relativo al 50% di cellule degenerate)
– Colore e comportamento della goccia di sangue su vetrino sotto osservazione al microscopio
– Reazione C (relativa alla sovraccarica energetica, sovreccitazione cellulare)
Osservazione delle emazie in riferimento a:
1) colore dello stroma
2) colore del centro
3) pulsazione del centro
4) qualità dell’alone energetico
5) tridimensionalità
6) presenza di Punte T
7) localizzazione e forma delle vescicole
8) comportamento dopo autoclave (terza parte del test, con una seconda goccia di sangue
9) G.M.A.
Il tutto e riportabile su diagramma.

D.E.P.T. (DIAGNOSI ENERGETICA DEI PUNTI TERMINALI)

Si tratta di un metodo diagnostico bioenergetico basato sulla osservazione e definizione, sia in chiave analitica che analogica, delle irradiazioni emesse dai punti terminali dei meridiani energetici (secondo la Medicina tradizionale Cinese e secondo Voll), rilevate per mezzo della tecnica fotografica scoperta dai coniugi sovietici Semjon e Valentina Kirlian.
La tecnica, da loro definita “elettrografia in un campo ad alta frequenza” consiste nell’utilizzodi un campo elettrico ad alto voltaggio (16.000/24.000 Volts) ma ad amperaggio vicino allo 0 Ampere (ciò rende la tecnica innocua) utile a rilevare la luminescenza emanata dagli oggetti viventi in contatto con detto campo.
Tale luminescenza (bioluminescenza, bioplasma) non si identifica con l’elettricità superficiale, come dimostrato dalla ricerca sui biofotoni del Dr. Popp, ma bensì con l’evidenziarsi della bioenergia, assunto plurimillenario della Medicina Tradizionale Cinese ed attualmente rivisitato alla luce della fisica quantistica.
L’ irradiazione risulta portatrice, nella sua forma e topografia, di informazione sul flusso bioenergetico dell’intero organismo.
Peter Mandel, medico tedesco, esperto in Agopuntura ed effetto Kirlian, ha sviluppato una completa diagnostica in base alla lettura della foto Kirlian di mani e piedi.
Essa viene svolta in 7 STADI, in base all’osservazione di caratteristiche delle radiazioni, seguendo un criterio che va dal generale al particolare, per ritornare al generale informato della dinamica del flusso energetico.

Fondamenti teorici

L’ipotesi di fondo, che tra le funzioni energetiche e quelle cellulari vi sia un ritmo di oscillazione, si fece strada in Peter Mandel quando, attraverso l’osservazione di numerosi pazienti, poté accertare che la malattia ed i malesseri fisici sono già energeticamente esistenti e visibili, attraverso i fenomeni fotografici, molto tempo prima che l’individuo li percepisca.
L’energia porterebbe con sé informazione e le cellule utilizzerebbero queste informazioni, indifferentemente dal fatto che si tratti di impulsi negativi o positivi. Quindi, un flusso energetico armonico normale dovrebbe avere come conseguenza funzioni cellulari armoniche normali.
Poiché le informazioni non sono mai unilaterali, per la legge della polarità, la deduzione conseguente fu ipotizzare l’esistenza di un ritmo sincrono tra cellule ed energia e viceversa.
Nel caso in cui si modifichi, per una ragione qualsiasi, l’informazione e si perda così il ritmo equilibrante di pulsazione, questo deve mutare di conseguenza le funzioni cellulari.
Per la legge della polarità, le variazioni cellulari non possono rimanere senza conseguenze per il contenuto dell’informazione bioenergetica.
Questa struttura d’informazione polare è il punto di partenza per tutte le osservazioni sulle fotografie dei campi ad alta frequenza.
In un campo perturbato, l’intera struttura energetica è disturbata dalla introduzione e dall’impatto relativo nel flusso energetico di informazioni difettose.
Il flusso energetico, perturbato cronicamente in questo modo, danneggia, di conseguenza, l’intero ambiente. Il normale ed armonico flusso energetico contiene tutte le informazioni necessarie al processo vitale.
Solo quando le informazioni generali normali sono modificate da informazioni di disturbo provenienti dall’interno o dall’esterno viene posta la base per la malattia.
Informazione alterata significa sovrapposizione di impulsi anormali ed eliminazione in questo modo dei meccanismi di difesa presenti.
Quindi, tossicosi focale significa: informazione alterata, carente o sovrapposta tra le cellule; irregolari processi di funzionamento, con conseguente danno a carico dell’intero ambiente; ed, alla fine, distruzione della struttura.
Le correlazioni organiche energetiche indicano la presenza di un ritmo sincrono tra il focolaio e l’ambiente e viceversa.

Dal punto di vista clinico

Il focolaio primario di irritazione agisce sui gangli sotto cervicali; attraverso di essi vengono costantemente inviati stimoli afferenti, perturbanti, nella zona dei nuclei del tronco cerebrale.
Questi diventeranno quindi i nuclei secondari di perturbazione.
Si arriva ad una sensibilizzazione generica. Il focolaio creatosi nel tronco cerebrale invia irradiazioni in tutta la periferia corporea, dove esse si collegano ai sistemi riflessi di diversi organi.
Gli impulsi abnormi vanno dal tronco cerebrale ai sistemi riflessi d’organo, passando attraverso il midollo spinale, i rami comunicanti-nervi spinali e l’intreccio di vasi e nervi del tronco simpatico.
In queste sedi d’organo suscitano delle alterazioni sul tipo di: disturbi della circolazione sanguigna o del metabolismo.
Le alterazioni funzionali iniziali si trasformano generalmente in alterazioni organiche.
Ne deriva un quadro accertabile da un punto di vista clinico ed un deficitario sviluppo e disturbo della regolazione nervosa.
Le informazioni derivanti dal metodo in oggetto risultano complete riguardo ai disturbi di un organismo vivente ed utili al riconoscimento precoce delle malattie, sia sul piano fisico che psichico (vale a dire relazione causale tra organi, segmenti energetico/corporei e disturbi psichici).

(per eventuali approfondimenti, v. il Book IFeN)